Furono protagonisti della bufera giudiziaria che, nel 2015, travolse l’ospedale cittadino portando a galla un presunto sistema truffaldino nell’utilizzo dei badge. 82 gli episodi presi in considerazione nel lasso di tempo compreso tra il 9 febbraio e il 15 marzo 2015, quando, secondo le accuse, gli imputati sistematicamente si allontanavano dal luogo di lavoro essendo coperti da altri colleghi. Furono addirittura immortalati mentre facevano passeggiate ed acquisti nelle stesse ore in cui risultavano in servizio. In 182 pagine il giudice ha decretato, seppure con la formula dubitativa, che “il fatto non sussiste”. Non è stato possibile provare la truffa né è stato dimostrato che i dipendenti indagati risultati formalmente in servizio si trovassero altrove in quei giorni. “Indagini carenti”. Questa la motivazione alla base dell’assoluzione. Insomma, comportamenti discutibili ma non reati. Il Giudice ha confermato la prassi illegittima ma “non indicativa di una condotta fraudolenta”
Ruggi: assolti i “furbetti del cartellino”, le motivazioni
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