Caso Treofan: dipendenti vogliono tornare a lavorare subito, non si può più aspettare

Redazione

La paura dei 78 lavoratori della Treofan di Battipaglia è di rimanere da soli a lottare contro un colosso (i nuovi proprietari della Jindal) capace di fatturare 18 miliardi di dollari e di raggiungere la leadership in diversi settori.

Perché è questo che fanno, gli indiani del gruppo Jindal. Acquisiscono aziende concorrenti diventando leader in comparti strategici come l’energia, la logistica portuale, i gas industriali, il minerario. In pratica, Jindal è un agglomerato siderurgico capace di offrire prodotti e servizi complementari.

L’acquisizione delle attività europee di Treofan, e quindi anche dello stabilimento di Battipaglia, rientra in questa strategia. Il problema, però, è che Jindal pare non abbia nessuna intenzione di continuare a produrre il film in polipropilene biorientato nella fabbrica della Piana. Anzi. Quello che temono i lavoratori è che si stia attuando una sorta di serrata: ovvero una chiusura prolungata delle linee di produzione senza alcuna giustificazione apparente.

Alla Treofan di Battipaglia, infatti, non mancano le commesse, né le materie prime né le professionalità necessarie a mantenere la quota di mercato. Tecnicamente, si può tornare a lavorare da subito, senza aspettare i tempi lunghi dei tavoli istituzionali. Ma finora, ai 78 dipendenti che presidiano giorno e notte la fabbrica e che lì hanno trascorso anche la Vigilia ed il Natale, nessuno ha detto nulla. Sul futuro si addensano le classiche nubi che non promettono nulla di buono.

E pensare che Treofan ha realizzato negli stabilimenti italiani di Battipaglia, Terni e nel tedesco di Neunkirchen un fatturato di oltre 271 milioni di euro. Nonostante questo, la Management & Capitali di Carlo De Benedetti ha deciso una cessione alla Jindal inspiegabile, se non con un’operazione finanziaria speculativa. Nel mezzo, ci finiscono i lavoratori, che auspicano l’interessamento del Governo ma ripongono molte speranze anche nella concretezza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Alle aziende dell’indotto e dell’accordo di sviluppo sottoscritto per potenziare le attività del distretto di Battipaglia, gli operai di Treofan chiedono non solo solidarietà. Ma anche una reazione operativa, un rilancio rispetto alla cessione al gruppo Jindal per tenere produzione e forza lavoro sul territorio. Chiudere Treofan significherebbe dismettere un settore strategico per l’intero distretto industriale.

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