Continua a muovere piccoli passi in avanti, ma non riesce a cambiare marcia. La Salernitana contro l’Albinoleffe conferma i progressi evidenziati nel corso della gestione Grassadonia, ma non è ancora in grado di liberarsi dei consueti errori che la accompagnano sin dall’inizio della stagione. Il gol di Perico, lasciato completamente solo su calcio d’angolo, è la sintesi delle lacune evidenziate dai granata un po’ in tutte le partite. L’altra nota stonata è rappresentata dalla scarsa capacità di incidere delle punte: contro i seriani, la Salernitana tira verso la porta 18 volte, ma gli attaccanti, che hanno segnato fin qui solo 4 delle 15 reti messe a segno dai granata, non creano particolari grattacapi a Pellizzoli. Nonostante la presenza di Pepe, poi, la squadra di Grassadonia, che praticamente regala un tempo agli ospiti, sfrutta troppo poco le corsie esterne. Per vie centrali, invece, i granata soffrono molto poco e la coppia Fusco-Stendardo sta acquisendo maggiore sicurezza, al di là di singole pecche che andrebbero evitate. Per quanto riguarda le note liete, si segnala innanzitutto il gol del pareggio di Stendardo, frutto di uno schema provato e riprovato in settimana. Le due punte giocano molto vicine l’una all’altra e questo consente ai due attaccanti di cercare lo scambio nello stretto. I tempi di inserimento di Soligo, la qualità di Jadid, la grinta di Tricarico, gli spunti di Merino, l’assalto del secondo tempo quando i granata hanno letteralmente schiacciato nella propria metà campo l’Albinoleffe, l’apporto di Russo e Kyriazis nella ripresa in fase offensiva, sono questi, assieme all’improrogabile arrivo dei rinforzi, tutti elementi su cui si può costruire la risalita.
Salernitana, cosa funziona e cosa non va
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