Salernitana, attacco sterile

Redazione

Se il capocannoniere della Salernitana è Francesco Cozza, autore di 3 gol in appena 619 minuti giocati, si comprende che il reparto avanzato dei granata ha avuto più di un problema ed ecco spiegato il motivo per cui il club di Lombardi è alla ricerca di un elemento in grado di assicurare un cospicuo bottino di reti. In estate Acri ha puntato forte sul riconfermato Ferraro e sull’astro nascente del Bari, Caputo. Alle spalle dell’unica punta di ruolo, nelle intenzioni iniziali di Brini, avrebbero dovuto agire in particolare Cozza e Merino. Gli infortuni rimediati dai due fantasisti hanno complicato i piani del tecnico, aprendo scenari inimmaginabili. Tutte le soluzioni alternative provate non hanno sortito gli effetti sperati, tanto che in extremis la società granata ha deciso di tesserare anche Fava, il quale intanto aveva saltato la preparazione. In attesa del casertano, che ci ha messo un po’ a trovare la forma, la Salernitana è andata avanti con un 4-2-3-1 poco adatto alle caratteristiche dei giocatori in rosa. Ben presto si è compreso che Caputo non avrebbe potuto portare da solo sulle sue spalle il peso dell’attacco, che Ferraro schierato sulla fascia perdeva gran parte della sua capacità di incidere e che su Cozza, rientrato affrettando i tempi, non si sarebbe potuto fare affidamento più di tanto. Mentre Soddimo e Pepe, provati anche da fantasisti, hanno fallito nelle occasioni in cui sono stati chiamati in causa nel reparto avanzato. 2 gol in 18 partite per Caputo, 1 gol a testa per Ferraro e Fava, l’attacco granata ha bisogno di ben altri numeri perché la squadra di Grassadonia possa concretamente puntare ad una risalita in classifica. Ed ecco che nel girone di ritorno, oltre che sui nuovi acquisti e magari sulla vena ritrovata degli attaccanti che verranno confermati, il valore aggiunto della Salernitana potrebbe essere rappresentato da Roberto Merino. Il peruviano è tornato in campo in tempi record, meno di quattro mesi dopo l’operazione al crociato, ma nelle gare in cui è stato chiamato in causa è parso ancora lontano parente del giocatore che nella scorsa stagione incantò l’Arechi e non solo. Da gennaio in poi, per il Maradona delle Ande inizierà un nuovo campionato e le sue magie potrebbero risultare decisive.

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