Quando il Principe era un prezioso alleato, le cose andavano decisamente meglio. Dalla nobiltà, si è passati alla miseria di un’annata infausta che viene da lontano. Il crollare di ogni record negativo coincide con il crollo di una certezza che per Salerno sportiva era quasi un totem: lo stadio Arechi non è più inespugnabile fortino, l’indiscrezione diventa notizia dopo i tanti, troppi passi falsi casalinghi fatti registrare dai granata da un anno e mezzo in qua. 8 batoste nella scorsa stagione, rese meno amare dalla rimonta finale che valse la salvezza agli uomini di Brini; già 5 finora in questa sciagurata stagione da rimettere in piedi. Per farlo, serviranno nuovi acquisti e un nuovo spirito, certo, ma servirà soprattutto tornare a fare la voce grossa in casa, perché da che mondo è mondo le grandi imprese si costruiscono in gran parte tra le mura amiche. Servirà il grande tifo non solo della Sud, quello non è mai mancato, l’Arechi dovrà tornare ad essere un’arena, per gli avversari. Anno nuovo, vita nuova dunque a cominciare dal 5 gennaio: di scena, allo stadio Arechi, ci sarà il Brescia che, nonostante organico e blasone, dovrà necessariamente vestire i panni della prima di tante altre vittime sacrificali.
Quando il Principe era un alleato
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