Sarà l’ufficio legale dell’Asl a verificare la legittimità amministrativa della convenzione stipulata un anno fa tra la stessa azienda sanitaria locale e la casa di cura La Quiete per una integrazione pubblico/privato finalizzata all’assistenza di una ventina di pazienti affetti da patologie psichiatriche. La convenzione ha permesso a sedici operatori della Quiete di prendersi cura presso il centro di riabilitazione psichiatrica di Mariconda di altrettante persone destinate, altrimenti, ad una degenza priva di qualsiasi tipo di assistenza socio-sanitaria specifica per i loro problemi. Continua, anche in queste ore, il presidio dei familiari dei ricoverati, che non intendono accettare passivamente la decisione paventata da Asl e Regione di non rinnovare la convenzione con La Quiete e di sopprimere i servizi offerti presso la struttura di Mariconda. I pazienti psichiatrici verrebbero trasferiti in due case di riposo, una di Siano l’altra di Salerno, dove sarebbero assistiti al pari di altri anziani senza alcun percorso riabilitativo loro dedicato. Una prospettiva che allarma i loro familiari, decisi ad affiancare la battaglia dei lavoratori della Quiete il cui posto di lavoro è ora seriamente a rischio. Dal vertice informale tenutosi ieri presso l’assessorato regionale alla Sanità non è venuto fuori nulla di nuovo e l’Asl ha chiesto al proprio ufficio legale un ulteriore approfondimento sulla convenzione stipulata prima della gestione commissariale. Dettaglio che non lascia presagire un futuro roseo.
Centro psichiatrico Mariconda: Asl nicchia
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