A Paestum sottoscritto un documento da presentare in Parlamento
Sono realtà al servizio del territorio, vicine a tanti cittadini e alle piccole e medie imprese. Sono le banche di credito cooperativo, da decenni a supporto delle comunità in cui sono presenti. Proprio i rappresentanti del territorio fanno sentire forte la propria voce in difesa delle Bcc che rischiano di essere snaturate dalla legge di riforma. Numerosi sindaci della Campania si sono incontrati a Paestum per sottoscrivere un documento che sarà inviato al Parlamento. Tra questi c’è Antonio Marino, primo cittadino di Aquara e direttore della Bcc di Aquara. Si chiede di rivedere alcuni punti della riforma, soprattutto quello che prevede l’accentramento della gestione dei vari istituti. In questo modo andrebbe a cadere un punto fondamentale delle Bcc, quello della presenza sul territorio. Che garantisce l’accesso al credito alla clientela economicamente più debole, come piccole realtà imprenditoriale o famiglie. Gli istituti bancari più grandi hanno i loro poteri decisionali al nord Italia. Le banche di credito cooperativo sono, invece, ancora presenti al sud ma, con la riforma, rischiano di essere gestite dal nord. In Campania ci sono 12 Bcc con 163 sportelli, oltre 40mila soci, più di mille dipendenti, quasi 3 miliardi di impieghi, 4,3 miliardi di raccolta diretta, 442 milioni di raccolta indiretta, 541 milioni di patrimonio e capitale proprio. Numeri importanti per realtà di dimensioni medio-piccole che rispondono alla missione delle banche di prossimità. Per gran parte gli sportelli sono presenti in comuni con meno di 5mila abitanti. Guardando le cifre in campo, le Bcc non conoscono criticità e fanno registrare una crescita costante.