Un uomo pio, timorato del suo personale Dio, suo malgrado costretto a sacrificare bestiole per guadagnarsi la vita eterna? Una versione dei fatti che regge quanto un castello di carta e che porta piuttosto a pensare – non solo gli inquirenti – che si sia in presenza di uno squilibrato, probabilmente pericoloso non solo per gli animali. La Polizia Municipale di Battipaglia, sguinzagliata per le vie della città a caccia del responsabile della strage di gatti e cani a Battipaglia, ha individuato e fermato il presunto killer, anche grazie ai video registrati dalle telecamere di sorveglianza che sono stati accuratamente esaminati: si tratta di un cubano che racconta di averlo fatto per motivi religiosi. Una sorta di rito propiziatorio, ripetuto decine di volte, tramite il lancio di esche avvelenate dalla sua vettura. E’ andata, finora, anche bene – come affermano da Palazzo di Città, che nessun bambino abbia trovato e ingerito quelle esche. Il modus operandi dell’uomo, da forza alla tesi degli inquirenti, cioè che si tratti di un soggetto pericoloso non solo per gli animali.
E’ cubano, lo sterminatore di bestiole
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