Non sono state semplici le indagini che hanno portato all’arresto dalla banda di marocchini che aveva messo a segno almeno 80 furti in 21 Comuni tra Campania e Basilicata.
La base operativa del gruppo di ladri sgominato ieri dai Carabinieri e dalla Procura di Vallo della Lucania era ad Eboli, tra Campolongo e Corno d’Oro. Proprio laddove c’è una delle comunità marocchine tra le più numerose del salernitano. I sette arrestati, però, erano tutt’altro che un gruppo coeso. Agivano in assenza di un vero coordinamento, scegliendo spesso gli obiettivi in zone isolate. E comunque per rubare merce che avrebbero potuto facilmente piazzare ai ricettatori.
La banda aveva assunto atteggiamenti violenti, creando allarme tra i residenti del Cilento e del Vallo di Diano nonché nel tessuto imprenditoriale locale. Nel mirino c’erano attrezzature agricole, utensili, elettrodomestici, perfino olio d’oliva. Il raggio d’azione s’era ampliato col tempo da Eboli fino al Cilento, sconfinando talvolta in Basilicata. Tanto per avere un’idea, si parla di almeno 80 furti in 21 Comuni. Si tratta di Albanella, Auletta, Buccino, Capaccio Paestum, Casalvelino, Castellabate, Felitto, Giffoni Valle Piana, Laureana Cilento, Lioni, Montecorice, Oliveto Citra, Perdifumo, Polla, Pollica, Roccadaspide, Rivello, San Mauro Cilento, Sant’Angelo dei Lombardi, Sicignano degli Alburni e Tramutola.
I canali per la ricettazione, poi, portavano sempre nella stessa direzione: ovvero Lettere, Gragnano e Sant’Antonio Abate. A quel punto è bastato incrociare i dati del traffico telefonico e delle celle agganciate dalle sim nei territori dove sono stati commessi i furti. Un lavoro meticoloso, anche perché spesso le schede telefoniche non erano intestate agli arrestati. Rintracciando i ricettatori, poi, è stato possibile trovare anche parte della refurtiva.
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