La fantasia? Parte dalla panchina. Destino comune per Roberto Merino e Francesco Flachi, due che non sfigurano col numero 10 sulla maglietta (anche se a Brescia l’ex doriano si è accontentato del 14). La posta in palio della gara di domani è estremamente pesante. E così, sebbene le capacità dei due giocatori di infiammare le platee siano arcinote, sia Grassadonia che il suo collega Iachini sembrano intenzionati a puntare su elementi magari meno spettacolari ma più disciplinati tatticamente. Eppure, prima della sosta Flachi ha segnato al 92esimo un gol da 3 punti contro il Modena con una sforbiciata dal limite dell’area che ha riscaldato i tifosi presenti al Rigamonti. Una prodezza balistica che per certi versi ha ricordato una precedente impresa sportiva che la punta toscana portò a termine proprio contro la Salernitana. Stagione 2001/2 e gol in acrobazia al Marassi con la maglia della Sampdoria. A distanza di 8 anni, a 35 anni suonati, Flachi, tornato in campo nella passata stagione dopo uno stop per doping, ha dimostrato al mondo del calcio di essere tutt’altro che passato di moda, anche se il suo tecnico continua a preferirgli Possanzini per ragioni di equilibrio. Non è ancora al top, ma è in costante crescita anche Roberto Merino. Tornato in campo neanche quattro mesi dopo una brutta operazione al ginocchio, il peruviano ha alimentato i rimpianti del club di Lombardi: col Maradona delle Ande disponibile sin dall’estate sarebbe stata tutta un’altra musica. Rigenerato dalle vacanze natalizie, Merino si sta sacrificando per raggiungere la miglior condizione e sogna un 2010 da protagonista. A breve il fantasista andino si impossesserà definitivamente di un posto da titolare e stavolta non permetterà a nessuno di mettergli i bastoni tra le ruote.
Flachi-Merino, fantasia in panca
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