A Buccino, ad inizio settimana prossima, il consiglio comunale approva in via definitiva la variante che impedisce alle Fonderie Pisano di insediarsi nella zona industriale.
Lunedì pomeriggio il Consiglio Comunale di Buccino approverà definitivamente la variante al piano urbanistico che cambia la destinazione d’uso dei suoli su cui insistono i lotti gestiti dal Consorzio Asi. L’obiettivo è quello di contrastare il possibile insediamento di industrie pesanti, ovvero le Fonderie Pisano, destinando i suoli alle sole attività agroalimentari.
L’approvazione della variante, però, non è la pietra tombale sulla possibile delocalizzazione delle Fonderie nella zona industriale di Buccino. Infatti, pende davanti al Tar un ricorso contro la variante urbanistica. Se fosse accolto, tutto tornerebbe in discussione. Il Consorzio Asi conferma, tramite il presidente Antonio Visconti, che non si opporrà alla variante al Puc del Comune di Buccino.
L’Asi non si opporrà, ma c’è di mezzo un ricorso al Tar
Contattato dalla nostra redazione, Visconti ribadisce che la variante è una prerogativa legittima dell’amministrazione comunale buccinese, e quindi va rispettata. L’atteggiamento giusto- spiega Visconti- non è quello che porta ad un conflitto tra istituzioni, tutt’altro.
Dunque, bisognerà attende la decisione del Tar. Se la giustizia amministrativa dovesse accogliere il ricorso contro la variante, allora l’Asi potrebbe procedere con il bando per l’assegnazione dei lotti, attualmente sospeso per altri sei mesi. Se invece il ricorso dovesse essere respinto, la destinazione d’uso dei suoli rimarrebbe così come variata, con la conseguenza che a Buccino potranno insediarsi solo aziende dell’agroalimentare. Questo, almeno, è quanto pensato dall’amministrazione retta dal sindaco Nicola Parisi.
Ma, come anticipato dal nostro telegiornale martedì scorso, i Pisano hanno proposto anche un altro ricorso, per motivi aggiunti, contro la decisione dell’Asi di prorogare la sospensione del bando per sei mesi. Le Fonderie si ritengono danneggiate dal protrarsi di questa storia, non potendo dare corso all’investimento sui lotti messi a bando dall’Asi.
Anche su questo sarà il Tar a pronunciarsi. La sensazione è che passerà molto tempo prima che si capisca se e quando le Fonderie potranno avviare la delocalizzazione da Fratte. E come al solito la soluzione arriverà giocoforza dalle aule di giustizia, piuttosto che dal confronto tra le parti e le comunità locali.