Frana ad Atrani, oggi tavolo tecnico in Provincia

Redazione

Area celeste, ovvero area di medio rischio. Così l’Autorità di Bacino, si legge nella relazione firmata dal capo dell’ufficio tecnico del comune di Amalfi, definiva il tratto della costiera amalfitana dove sabato mattina si è verificata la frana che ha provocato la morte di Carmine Abate, lo chef di 44 anni, deceduto sotto le macerie. «Una tragedia annunciata» aveva dichiarato subito dopo il crollo il sindaco di Atrani. Ed oggi da tutte le parti si invoca la necessità della messa in sicurezza delle rocce. Si pensa ad un gruppo di rocciatori in grado di monitorare quotidianamente lo stato dei costoni. Resta però da capire come mai nella zona interessata dalla frana, per circa venti metri quadrati, mancava la rete di protezione. Rete che di certo non avrebbe mai retto al peso dei massi. Il proprietario del ristorante Zaccaria continua a ripetere che da quella roccia non era mai caduto giù nulla. Di come affrontare una emergenza che da sempre interessa la costiera si parlerà oggi a Palazzo Sant’Agostino. L’Assessore alla Protezione Civile Giovanni Romano ha convocato un tavolo tecnico per discutere della frana ad Atrani. All’incontro parteciperanno i sindaci di Atrani e Amalfi, i rappresentanti del Genio Civile di Salerno, i dirigenti Difesa del Suolo della Regione e il dirigente alla Viabilità della Provincia. L’ente provinciale chiede di ricevere dalla Regione Campania piene competenze in materia, così per riuscire in 90 giorni ad avere i progetti pronti. Intanto a Pontone di Scala tutti piangono la scomparsa di Carmine Abate. In mattinata il medico legale ha effettuato l’autopsia sul corpo del 44enne, poi la salma sarà restituita ai familiari. Restano invece i sigilli al ristorante Zaccaria, così come disposto dalla Procura della Repubblica di Salerno.

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