Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, fa visita alla Treofan nel giorno di Santo Stefano

Redazione

La visita a sorpresa di Luigi Di Maio al presidio della Treofan nel giorno di Santo Stefano segna uno spartiacque nella vicenda dell’azienda di Battipaglia. Da ieri pomeriggio, per il caso Treofan, c’è un prima ed un dopo. L’impegno assunto dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico a convocare un confronto con i nuovi proprietari di Jindal già dopo il primo gennaio, è una promessa che va mantenuta a tutti i costi.

I dipendenti di Treofan, da giorni accampati in tenda davanti allo stabilimento della Piana, meritano rispetto almeno dalle istituzioni. La nuova proprietà indiana di Jindal Group, infatti, li ha già bistrattati tenendo chiusa la fabbrica; dicendo che c’è una sovraccapacità (cosa non vera per il sito battipagliese); che mancano commesse (quando invece c’è una lunga lista di ordinativi) e che non c’è scorta di materia prima.

Da giorni i 78 dipendenti di Treofan chiedono la resina per poter lavorare e riprendere la produzione. La quota di mercato c’è ancora e può essere soddisfatta. Lo hanno spiegato loro stessi, ieri pomeriggio, accompagnando il ministro Di Maio nei capannoni dove ci sono le linee per fare il film di polipropilene biorientato.

Qui, se venisse azionato l’accordo di sviluppo già siglato con Regione, Ministero dello Sviluppo Economico ed altre aziende del distretto della Piana, potrebbero arrivare una laccatrice ed una macchina metellizzante. Il tutto per migliorare le prestazioni della fabbrica. Altro che chiusura, come paventano gli indiani di Jindal. Il vero scopo- secondo alcune ricostruzioni- sarebbe quello di acquisire un concorrente per poi toglierlo di mezzo.

https://www.youtube.com/watch?v=tIHRAHfoxgY

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