La grotta fredda e scura c’è già, inospitale come il tunnel in cui si è cacciata la Salernitana, ultima in classifica e disperatamente impegnata in una missione solo apparentemente impossibile. Per il resto, c’è da mettere mano al materiale a disposizione per l’allestimento di un Presepe tutto granata in cui trovano posto proprio tutti: in quello classico napoletano ci sono ad esempio i due compari, Zi’ Vicienzo e Zi’ Pascale, che nel nostro caso potrebbero essere interpretati da Grassadonia e Cerone, visto che due sono i medici chiamati al capezzale del malato. Questo, per metterla in positivo, perché altrimenti – a voler essere cattivi – i due compari li avrebbero fatti Acri e Cari, anagramma di due uomini che hanno causato più danni che altro, così come nel ruolo di Benino – il famoso pastore dormiente – si potrebbe reclutare più di un giocatore addormentato, soprattutto tra quelli che, per fortuna, sono già in lista di sbarco. Facile individuare i Re Magi: Salerno, Lo Schiavo e Leoni, i tre che dovranno tornare da Milano con i doni, tutto fuorché oro, incenso e mirra. Nel ruolo del Bue e dell’Asinello, la stampa e la tifoseria che – necessariamente – dovranno soffiare verso la medesima direzione per tenere in caldo la speranza, con Lombardi San Giuseppe e il bambinello che ancora deve nascere, che non può che essere la salvezza. Speriamo ci metta una mano anche la Madonna…
Il Presepe salernitano
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