In cattedrale a Salerno i funerali di Angelo De Angelis, sindacalista Cgil scomparso dopo una breve malattia

Redazione

Il racconto dei funerali di Angelo De Angelis potrebbe cominciare dal colore dai bengala scelti dai fedelissimi della Salernitana. Gli amici di una vita, per salutare il tifoso, ma anche l’uomo di mille battaglie sindacali. Bengala rossi, come il colore delle bandiere della Cgil sventolate a decine.

Bengala granata, come i colori della squadra di cui Angelo era tifosissimo. Ma De Angelis era anche un uomo di fede. Portatore della Statua di Santa Maria a Mare e poi del simulacro di San Matteo, aveva salito la scala della fede- come dice don Felice Moliterno nell’omelia in Cattedrale.

A celebrare i funerali del segretario della funzione pubblica della Cgil scomparso ieri l’altro anche il parroco del Duomo, don Michele Pecoraro. Affidandolo alle preghiere ha ricordato Angelo De Angelis per il suo impegno civile, al servizio della gente comune.

A consolare la moglie Mariella, il figlio Mario, i fratelli e le sorelle, il nipotino Angelo, politici e rappresentanti delle istituzioni (tra questi il sindaco Napoli ed il governatore De Luca). Ma soprattutto i compagni del sindacato, i lavoratori a centinaia, tantissime persone del suo quartiere ma anche molti che gli volevano semplicemente bene. I

paranzieri ne hanno portato il feretro, in un corteo funebre partito dalla Provincia, con il drappo della Cgil, la sciarpa della Salernitana e la casacca da portatore. Sullo striscione degli ultras si legge che “le lacrime solcano un orgoglioso sorriso, Angioletto i fedelissimi ti onorano”. Da pulpito, gli amici del sindacato e le nipoti ne ricordano l’esempio, raccogliendone il testimone.

https://www.youtube.com/watch?v=k5jXM68vuYM

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