Tutti licenziati, al termine di una giornata convulsa, iniziata con la redazione sbarrata ai giornalisti e finita con la decisione presa da Edizioni Salernitane di chiudere bottega. La vicenda del quotidiano La Città prende una piega brutta ed inaspettata.
Al ritorno al lavoro dopo il secondo pacchetto di sciopero di cinque giorni i tredici redattori hanno trovato la redazione chiusa. Poi la notizia delle dimissioni del legale rappresentante e amministratore unico della Edizioni Salernitane srl; infine il comunicato asciutto con il quale si ufficializzano i licenziamenti perché la società si scioglie.
Si citano i 10 giorni di sciopero e le ricadute negative. In primis l’aggravarsi delle condizioni finanziarie (un aggravio di costi per circa € 300.000,00) e poi il colpo all’immagine dell’azienda editrice. E’ per questo che i soci di Edizioni Salernitane, considerando che sono di fatto impraticabili accordi credibili, perseguibili e duraturi per la riduzione dei costi della società e in particolare la riduzione del costo del lavoro – che rappresenta circa il 70% dei costi totali – a seguito dell’impossibilità di interloquire in modo civile e costruttivo con le rappresentanze sindacali, venute meno le condizioni per un riequilibrio delle passività aziendali e il raggiungimento dello scopo sociale, hanno deliberato lo scioglimento della società nominando come liquidatore Giuseppe Carriero, già direttore amministrativo, dando ampio mandato per una eventuale trattativa per la cessione della società.
E’ questo il passaggio più controverso: perché da un lato si scioglie la società e non si manda il giornale in edicola. Dall’altro si ammette una trattativa per cedere la società stessa, testata inclusa, pare intendersi. Dal che si potrebbe dedurre la volontà di tornare comunque in edicola, ma come e con chi non è dato sapere.
Claudio Silvestri, segretario del Sindacato unitario giornalisti della Campania, dice di voler vigilare «affinché questa operazione non sia la premessa per far rinascere con altra società la testata».« La fuga degli editori de La Città – sottolinea il presidente OdG Campania, Ottavio Lucarelli – è il peggior epilogo. Ormai l’informazione in Campania è un’emergenza nazionale».
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