Un bambino su 77 in Italia è colpito da disturbi dello spettro autistico e gli esperti segnalano circa 4.330 nuovi casi ogni anno: i numeri sono più che eloquenti, eppure, nonostante tutto, sul fronte della qualità delle cure erogate e su quello dei diritti, la strada da percorrere è ancora lunga. La Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo deve rappresentare un’occasione utile per scuotere le coscienze di tutti. I riflettori, anzi, le luci blu, si accendono solo oggi, ma la battaglia delle famiglie prosegue tutti i giorni. E’ per questo che le associazioni che operano al loro fianco invitano a richiamare l’attenzione sui diritti delle persone autistiche, inviando un messaggio di speranza, inclusione, solidarietà e sostegno. L’Associazione nazionale genitori persone con autismo (Angsa), ad esempio, ricorda che rappresentano indubbiamente delle conquiste la legge sull’Autismo del 2015 e il riconoscimento nel 2017 dell’autismo nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), ma nello stesso tempo, sul territorio, in realtà, i servizi spesso mancano. Tra i “diritti mancati”, afferma l’Angsa, ci sono innanzitutto i servizi per la diagnosi precoce in ogni regione, la presa in carico e progetti di vita in ogni Asl, la specializzazione di docenti nelle scuole ed i servizi per gli adulti. Diritti negati, sui quali ad intervenire in alcuni casi solo i tribunali. L’eccezione però non basta. C’è bisogno della regola, perché l’autismo non esiste solo il 2 aprile.
Sul fronte delle cure e dei diritti la strada è ancora lunga
Non solo il 2 aprile: autismo ogni giorno
Necessaria alleanza tra enti pubblici e privati, per promuovere una cultura di inclusione e rispetto per i diritti delle persone con autismo
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