Tra Napoli e Salerno, 8,36 milioni di persone movimentate, di cui 1,73 milioni di crocieristi.

Porti campani: 2023 da record per numero passeggeri

Annunziata: «Il flusso passeggeri del sistema portuale campano è secondo solo ad Hong Kong»
Francesca Salemme

Per capire la dimensione del boom di presenze turistiche in Campania, basterero i dati registrati nel 2023 sulle banchine dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia: tra crociere, aliscafi e traghetti sono transitate ben 8,36 milioni di persone (+ 9,1% sul 2022), di cui 1,73 milioni di crocieristi, il 43,2 per cento in più sul 2022. Nel dettaglio, Napoli ne ha movimentati 1,63 milioni (+42,9%) nel corso di 455 approdi (12 in meno rispetto all’anno precedente) e Salerno 94.338 (+49,7%) in 72 toccate, pari a 13 in più sul 2022 (59). Dati che attestano una condizione di mercato ideale per il turismo nelle due città, considerando che un crocierista spende mediamente circa 100 euro, a cui si aggiunge l’equipaggio, che sulle grandi navi supera abbondantemente il migliaio di persone e che, quando non è in servizio, è un turista come gli altri nel momento in cui scende da bordo. Il volume passeggeri generale a Napoli è invece di 7,04 milioni di persone movimentate (+7,8%), a Salerno di 1,09 milioni (+16,3%), a Castellammare di Stabia di 230.953 (+15,6%). Si tratta del più alto flusso di persone di sempre imbarcate e sbarcate negli scali campani. «Il flusso passeggeri del sistema portuale campano è secondo solo ad Hong Kong», ha commentato il Presidente dell’AdSP, Andrea Annunziata. Per quanto riguarda l’andamento generale del traffico, il report dell’AdSP tirrenica è grossomodo in linea con il traffico portuale nazionale: nel 2023 i porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia hanno movimentato complessivamente di circa 31 milioni di tonnellate merce, in calo del 3,5 per cento. «La Campania dei porti – aggiunge Annunziata – ha risentito in misura minima, almeno finora, della crisi nel Mar Rosso, grazie anche alla forza di Salerno, per esempio, i cui servizi non sono orientati soltanto verso l’Asia ma anche verso gli Stati Uniti».

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