Ora chi decide alla Salernitana? E soprattutto, dove vuole portare questi colori? Si chiede Alfredo Boccia su La Città oggi in edicola. La Serie C non è più un’ombra lontana, ma un baratro spalancato. E chi c’è passato sa che non è solo un problema sportivo: è l’inferno. Breda ha davvero la forza per salvare questa squadra? O è solo l’ennesima figura lasciata sola a combattere un destino già scritto? La sconfitta con il Palermo è solo l’ultima prova di una squadra senza idee, senza carattere, senza una direzione. E allora, la domanda è inevitabile: con questo spirito, davvero qualcuno crede che il peggio possa essere evitato? Nel calcio, le parole non portano punti. I risultati sì. E la Salernitana continua a essere la peggiore tra le peggiori. Intanto, il club riflette, studia, fa summit. E poi? Decide di non decidere. E quando decide, sbaglia. Il Direttore Sportivo? Invisibile. La società? Silenziosa. E quei legami con la GEA? Fili spinati più che una rete di protezione. E Iervolino? L’unico che potrebbe cambiare tutto. Ma vuole davvero farlo? O continuerà a osservare da lontano mentre la squadra affonda? Breda dice di non volersi dimettere. Ma cosa resta della sua Salernitana? Zero idee, zero gioco, zero punti. I numeri lo condannano: 12 punti in 11 partite. In sala stampa l’allenatore arriva con la voce fioca, quasi in lacrime. Ma serve altro per salvarsi. I numeri tengono ancora in piedi la Salernitana – 2 dalla zona play out, meno quattro dalla salvezza. Ma serve la svolta serve il carattere, il coraggio, la determinazione. I tifosi ieri erano 15.000. Più di quelli che questa squadra, oggi, meriterebbe. Fischi, delusione e, soprattutto, silenzio. Quello di chi ha capito che senza una svolta immediata, il destino è già scritto.
Breda ha la forza per salvarla? E la società, sa cosa fare?
Salernitana, chi comanda e dove vuole portarla?
Sette giornate al termine i numeri non condannano la Salernitana
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