Caputo? Troppo acerbo. Ferraro? Poco incisivo. E’ per questo motivo che Gianluca Grassadonia, in attesa dei rinforzi che il diesse Salerno cercherà di reperire anche per il reparto avanzato, sta seriamente pensando di apportare una modifica all’undici titolare in vista della sfida di Vicenza. Il tecnico salernitano potrebbe puntare con decisione sulla fantasia del peruviano, parso brillante nei pochi minuti giocati col Brescia. Al Menti i granata potrebbero infatti scendere in campo con una sola punta di ruolo, Fava, anche lui per la verità un po’ in calo nelle ultime apparizioni, con Merino e Capone in appoggio. I due fantasisti, con le spalle coperte da Soligo, Montervino e uno tra Jadid e Carcuro in cabina di regia, avrebbero naturalmente il compito di scardinare la retroguardia biancorossa. Se l’italo marocchino non fosse in condizione di scendere in campo, non sarebbe da escludere nemmeno la soluzione del ritorno al “vecchio” 4-2-3-1, con Soligo e Montervino in mezzo, Merino, Capone ed uno tra Pepe e Statella a ridosso del bomber casertano. Nella prima ipotesi, il gioco della Salernitana dovrebbe privilegiare scambi ravvicinati per vie centrali e verticalizzazioni repentine, nella seconda ipotesi invece i granata dovrebbero cercare di creare la superiorità sugli esterni. Nel ritiro di Castelfranco Veneto, il tecnico granata, che comunque non ha accantonato del tutto la soluzione a due punte, cercherà di comprendere quale sia lo schieramento che potrebbe maggiormente rendere dura la vita al Vicenza. Dopo i tanti strafalcioni verificatisi contro il Brescia e alla luce dell’infortunio di Fusco (ricaduta del problema ai flessori con cui aveva fatto i conti a metà dicembre), ci saranno novità anche in difesa. Kyriazis e Stendardo dovrebbero giocare in mezzo, Peccarisi e Bastrini sembrano in ritardo. A sinistra dovrebbe esserci l’esordio di Balestri, mentre a destra Russo è in vantaggio su Galasso.
Salernitana, Grassadonia rilancia Merino
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