Se la difesa subisce troppe reti, è anche colpa di un centrocampo che non fa filtro. Se l’attacco segna pochi gol, è pure perché le punte non vengono adeguatamente rifornite. Facile allora puntare l’indice sul centrocampo della Salernitana, reparto in cui Brini e Cari non hanno trovato il giusto assetto, merito che invece si può tranquillamente ascrivere a Grassadonia. In mezzo Acri aveva scommesso sul giovane Carcuro e su Pestrin, chiamato a riscattare il primo anno in granata e fresco di rinnovo contrattuale. Il suo progetto iniziale è naufragato. Il primo rinforzo individuato per la mediana, Montervino, ben presto è finito ko per l’infortunio alle costole. E così il reparto è stato affidato come al solito al soldatino Soligo, sempre in campo nelle 18 gare disputate dai granata e che è partito titolare in 17 occasioni (solo una volta è subentrato a gara in corso). Jadid, arrivato in corsa, all’esordio in granata sembrava la panacea per i mali della Salernitana in cabina di regia, ma il marocchino, impiegato anche da fantasista, lo scorso anno fermo per infortunio, non avendo fatto la preparazione estiva in maniera adeguata, ha iniziato a lamentare problemi muscolari. Le quotazioni di Tricarico, invece, sono risalite con l’avvento in panchina di Gianluca Grassadonia: il calabrese è diventato titolare inamovibile nelle ultime giornate. Le note dolenti arrivano nel momento in cui l’attenzione si sposta sulle fasce: Vincenzo Pepe, Statella, l’oggetto misterioso Soddimo, Millesi che ha trascorso più tempo in infermeria che sul campo, hanno deluso tutti e quattro, tanto che Grassadonia ha spostato sulla fascia Soligo ed in più di una circostanza ha preferito giocare col rombo per bypassare il problema. Il reparto sarà rivoluzionato, sia al centro che sulle fasce, non resta che incrociare le dita.
Salernitana, il centrocampo cambierà volto
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