Le Grotte di Pertosa-Auletta sono state premiate come miglior sito archeologico per l’Italia al premio promosso dal Gruppo italiano stampa turistica, durante l’ultima edizione di TourismA, appuntamento annuale dedicato all’archeologia e al turismo culturale, che si svolge a Firenze. Il premio è volto a valorizzare le istituzioni e i professionisti che rendono accessibili al grande pubblico le risorse del patrimonio culturale archeologico italiano e mondiale. Tra le motivazioni si specifica che le Grotte di Pertosa-Auletta, in provincia di Salerno, sono un sito di straordinaria bellezza “olistica” tanto di interesse archeologico quanto naturalistico. Formate dall’erosione dell’acqua nel corso di millenni offrono un affascinante viaggio sotterraneo, caratterizzato da stalattiti, stalagmiti e formazioni rocciose di rara bellezza. Oltre alla loro spettacolarità naturale, le Grotte di Pertosa-Auletta hanno una notevole importanza archeologica. Sono parte di un ecosistema ricco di biodiversità, ospitando diverse specie di flora e fauna, alcune delle quali sono rare o endemiche. Tutti questi aspetti rendono le grotte non solo un luogo di studio e conservazione ma anche una destinazione turistica di grande attrattività. Ha ritirato il premio Maria Rosaria Carfagna presidente della Fondazione MIdA, ente che gestisce il sito: «Proprio quest’anno – ha dichiarato – abbiamo dato il via ad una nuova campagna di scavi archeologici che, sin dalle prime battute, ci sta rivelando scoperte sensazionali». La prima fase degli scavi ha evidenziato l’esistenza di una struttura di culto di età ellenistica (IV-I secolo a.C.) e individuato un’ulteriore estensione della palafitta protostorica presente nella cavità, unico caso in Europa in ambiente ipogeo. Nei prossimi mesi sono previsti studi specialistici e varie attività di documentazione che faranno luce su nuove scoperte.
Il premio consegnato a Firenze nel corso dell'ultima edizione di TourismA
Grotte Pertosa-Auletta: miglior sito archeologico d’Italia
La motivazione: «Sito di straordinaria bellezza “olistica” tanto di interesse archeologico quanto naturalistico»
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