A Pioppi una nuova struttura dedicata alle tartarughe marine in difficoltà

Redazione

Sono oltre 130 mila le tartarughe marine della specie Caretta caretta che ogni anno, nel Mediterraneo, rimangono vittima di catture accidentali da parte dei pescatori professionisti. Circa 70 mila abboccano agli ami, oltre 40 mila restano intrappolate nelle reti a strascico e circa 23 mila nelle reti da posta, per un totale di 133.000 catture accidentali con oltre 40 mila casi di decesso. Un numero che aumenta se si considerano tutti i pescherecci comunitari e le migliaia di piccole imbarcazioni che dai Paesi africani si affacciano sul Mediterraneo. Ma non è solo la pesca a minacciare questa specie. I rifiuti in plastica infatti sono i materiali più frequentemente rinvenuti nell’organismo delle tartarughe recuperate attraverso il progetto europeo Tartalife (mirato alla riduzione della mortalità delle tartarughe marine durante le attività di pesca professionale): fibre che vengono ingerite con conseguenze terribili, dal blocco dell’apparato gastrointestinale all’impossibilità di immergersi o di nutrirsi normalmente. Quest’anno si è scelto di celebrare la giornata mondiale delle tartarughe, un appuntamento che l’American Tortoise Rescue ha istituito dal 2000 per la conservazione e difesa di tutte le specie di questo rettile inaugurando il Marine Turtle Center a Pioppi di Pollica. In questa nuova struttura TartaLife si svolgeranno attività d’informazione e sensibilizzazione nei confronti di pescatori, operatori del turismo, turisti e popolazione locale; verranno accolti animali in difficoltà da trasferire in modo adeguato nei centri di recupero, verranno organizzate attività di monitoraggio delle spiagge ed il controllo delle possibili nidificazioni. All’interno del Museo Vivo del Mare, nelle sale di palazzo Vinciprova, è stato allestito un apposito spazio con vasche di stabulazione dove ricoverare temporaneamente esemplari di tartaruga catturati accidentalmente o rinvenuti in difficoltà, in attesa del trasferimento, nel minor tempo possibile e con le dovute attenzioni, nei Centri specializzati per le cure in vista della loro successiva liberazione. “Siamo molto contenti di inaugurare questa struttura su un tratto di costa abitualmente frequentato dalle tartarughe Caretta caretta. – ha dichiarato il responsabile Aree protette di Legambiente Antonio NicolettiLa struttura può essere anche promotrice della campagna di sensibilizzazione nei confronti dei gestori di stabilimenti balneari per individuare i ‘lidi amici delle tartarughe“. “Il nostro museo ospita circa 15.000 visitatori all’anno, di cui per la metà scolaresche. – ha dichiarato il responsabile del Museo Vivo del Mare Valerio CalabreseLe tartarughe marine sono uno straordinario veicolo di narrazione per coinvolgere i cittadini sulla salvaguardia degli ecosistemi marini.

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