Circa 1/3 della frutta e verdura consumata dagli inglesi viene dall’Unione Europea dove cresce il rischio dei dazi in caso di mancato accordo sulla Brexit. È l’allarme che arriva dal Fruit Logistica di Berlino, la principale fiera internazionale di settore in Europa. Gli inglesi sono costretti a una pesante dipendenza dall’estero: 100% nel caso delle arance, 80% per i pomodori e 69% per le mele. Si tratta di uno sbocco di mercato determinante per molti Paesi a partire dall’Italia. Un mercato che potrebbe restringersi in caso di uscita del Regno Unito dall’Europa senza accordo.
All’evento internazionale di Berlino anche la delegazione di Coldiretti Campania, guidata dal vicepresidente nazionale Gennarino Masiello e dal direttore Salvatore Loffreda. Il presidente Masiello ha manifestato la sua preoccupazione per gli effetti della Brexit sull’export della Campania su tutti i comparti ed in particolare sulla quarta gamma, che cresce in maniera importante sui mercati esteri. Oggi nell’area convegni del padiglione Italian Fruit Village, Vito Busillo, presidente dell’associazione che promuove il riconoscimento dell’IGP alla rucola e numero uno di Coldiretti Salerno, presenta i numeri dell’oro verde della piana del Sele.
A spaventare Coldiretti, infatti, non sono solo le tariffe ed i dazi in caso di Brexit senza accordo. C’è un problema anche per la tutela dei prodotti a denominazione di origine Dop/Igp. L’Italia può contare su 112 ortofrutticoli (Dop/Igp) che rischiano di non essere più protetti dalle imitazioni in Gran Bretagna. Il pericolo è che il Regno Unito diventi un territorio franco per l’arrivo del falso Made in Italy.
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