"Non tentare un uomo disperato", scriveva William Shakespeare in Romeo e Giulietta. Tra Salernitana e Verona di uomini, non disperati, ma con le spalle al muro, ce ne sono due. Davide Nicola e Gabriele Cioffi sanno che il risultato della partita di domani potrebbe essere decisivo per le loro sorti. Per il trainer granata la tentazione è duplice: variare leggermente spartito tattico e rilanciare alcuni calciatori "trascurati" nelle ultime uscite. Per Cioffi, invece, è quella di affidarsi, proprio all'Arechi, ai due elementi più attesi: vale a dire Milan Djuric, che fin qui ha faticato a trovare spazio, e Simone Verdi, che sta iniziando a far vedere di che pasta è fatto. Due degli artefici della salvezza da sogno conseguita nella passata stagione, ora, tornano per la prima volta da ex all'Arechi, in una gara decisiva per il loro vecchio condottiero, ed avranno voglia di farsi rimpiangere.
"Si ride delle cicatrici altrui chi non ebbe a soffrir giammai ferita", tornando a Shakespeare e al romanzo ambientato in quel di Verona per ricordare che Cioffi era alla guida di quell'Udinese che, proprio all'ultima giornata, fece tribolare la Salernitana oltre modo, continuando a giocare (e a segnare), anche quando il risultato ormai era stato conseguito dai friulani, in un pomeriggio in cui si passò rapidamente dalla disperazione, dalla rabbia, dalle lacrime, alla gioia irrefrenabile grazie alla mancata vittoria del Cagliari a Venezia. Quella cicatrice, però, è lì per ricordare a Nicola (e ai tifosi granata) cosa avvenne in quel confronto. E potrà essere uno stimolo in più per una Salernitana che all'Arechi, in uno scontro diretto, ha bisogno di una vittoria per serrare le fila e riprendere il filo del discorso che sembra essersi interrotto da un po' di tempo a questa parte. Una vittoria che va conseguita, anche con la calma, senza frenesia "Saggiamente e con lentezza; inciampano quelli che corrono veloce".