Udienza CAF per appello Palermo: sentenza attesa in tarda serata

Redazione

È terminata intorno alle 18.45 l’udienza in Corte federale d’appello a Roma dove si è deciso il futuro del Palermo. Ora i giudici (Paolo Cirillo presidente, Salvatore Mezzacapo vicepresidente, e i componenti Ivan De Musso, Gabriele De Santis, Umberto Maiello e Laura Vasselli) sono riuniti in camera di consiglio. Tre le ipotesi, conferma della sentenza di primo grado con il Palermo in C, attenuazione della pena conuna cospicua penalizzazione con la permanenza in B o il ribaltamento della pena con il Palermo che avrebbe diritto di giocare i playoff. A Roma presenti i legali rosanero con Di Ciommo in prima linea, i fratelli Tuttolomondo che rappresentavano la proprietà e anche i legali e dirigenti di altre squadre interessate come il diesse della Salernitana Angelo Fabiani, il legale del Benevento avv. Eduardo Chiacchio, e quello dei granata Giammichele Gentile. Proprio l’avvocato Gentile si è detto fiducioso sulla conferma della sentenza di primo grado con la retrocessione dei rosanero ed il blocco dei playout, ma ha anche detto che in questa confusione è anche difficile fare previsioni certe. Ovviamente auspica il ribaltamento della sentenza l’avvocato palermitano Di Ciommo che invece si augura il ribaltamento della sentenza di primo grado e la griglia dei playoff da riscrivere. Con la fine dell’udienza oltre agli umori dei legali sono cominciati a trapelare i primi argomenti discussi: punto fondamentale dell’accusa ai danni del Palermo è l’operazione Alyssa, ovvero la cessione della società Mepal – detentrice del marchio del Palermo e controllata dallo stesso club siciliano – alla holding lussemburghese. Un’operazione che fu giudicata fittizia e volta a creare plusvalenza fasulla, secondo l’accusa, e confermata dalle sentenze in primo grado, nonché dall’avvio di parallele inchieste della giustizia ordinaria. Negli ultimi giorni, però, la Cassazione si è divisa: dapprima, la sesta sezione aveva giudicato regolare il tutto nell’ambito del procedimento che vede imputato l’ex presidente rosanero, Giammarva. Ieri l’altro, invece, nell’ambito del procedimento contro Zamparini (che aveva presentato ricorsi contro i domiciliari, mentre la Procura di Palermo aveva fatto altrettanto contro il mancato sequestro di 50 mln di euro all’imprenditore friulano), per la terza sezione della Suprema Corte di Cassazione “il credito Alyssa è invece un «artificio contabile» compiuto «strumentalmente per mettere i conti in ordine» per la terza sezione, che ha confermato gli arresti domiciliari per Zamparini lo scorso 24 gennaio“. L’artificio sarebbe dato dalla discrepanza tra il valore della partecipazione e il corrispettivo pattuito: la valutazione di Mepal sarebbe stata di circa 18 milioni, mentre il prezzo di acquisto da parte di Alyssa è stato di 40 milioni. La sentenza nelle prossime ore o domani in mattinata o addirittura venerdì mattina. Intanto domani c’è comunque (sia che arrivi la sentenza, sia che non arrivi) la riunione della Figc che deve pronunciarsi sull’avvio dei playout (ed individuare quindi l’avversario dei granata) e anche sull’eventuale campionato a 22 squadre.

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